A Bari l’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario 2023

Intervista al Prof. Avv. Saverio Belviso sulla riforma della giustizia tributaria e sui reati tributari

A Bari, nella Sala Aldo Moro della Facoltà di Giurisprudenza è stato inaugurato l’anno giudiziario tributario 2023 con una minuziosa relazione del presidente sulla legge 130 di agosto 2022 che ha modificato l’ordinamento della giustizia tributaria. Giudici, Docenti e Tributaristi si sono alternati come relatori, analizzando la situazione della Giustizia Tributaria in Puglia. L’occasione è stata utile anche per fare il punto sui dati relativi ai reati tributari in Puglia.

BARI Inaugurato l’Anno Giudiziario Tributario 2023! (teleregionecolor.com)

A Bari l’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario 2023 – YouTube

Bari 18 marzo 2023

Ringrazio il presidente Ancona per l’invito

Saluto i signori Giudici ed il personale delle segreterie delle Corti Tributarie di Puglia e tutti i presenti.

L’Anti, associazione tributaristi italiani, come a tutti noto nasce nel 1949 sotto gli auspici del Ministro Ezio Vanoni che introdusse la grande riforma del fisco italiano e per la prima volta l’obbligo della dichiarazione dei redditi. La figura del grande Ministro Vanoni viene spesso evocata negli scritti di un altro grande presidente dell’ANTI, il compianto prof. Gianni Marongiu a qualche anno dalla sua scomparsa.

Oggi dopo 70 anni da quella riforma siamo di fronte ad una nuova riforma che segue una nutrita serie di interventi che mirano da un lato a consentire alle famiglie ed imprese di superare definitivamente la crisi pandemica e per altro verso a consentire di velocizzare le entrate dello Stato con la contemporanea riduzione dello stock del cd magazzino fiscale dei crediti da riscossione.

Le definizioni in atto mirano anche allo smaltimento del carico delle controversie pendenti con la dichiarata volontà e determinazione di ridurre i tempi di risposta ai cittadini che intraprendono la via giudiziaria difronte ai provvedimenti impositivi.

Sotto il profilo delle tempistiche, come ricordato dalla relazione del presidente, la situazione in Puglia è variegata fra le diverse province e molto diversa fra le Corti di primo e secondo grado.

Nel complesso la situazione di anno in anno va sempre migliorando e di tanto si deve un ringraziamento a tutto il corpus Giudicante impegnato sia alla più rapida trattazione possibile delle controversie che ad una tempestiva emissione delle sentenze.

Il 2022 è stato un anno particolare per la giurisdizione tributaria che con la legge 130 di agosto ha visto una riforma della magistratura tributaria e talune ma significative novità per il processo. Da più parti sono state sollevate critiche al trattamento riservato ai Giudici onorari che per decenni hanno di fatto letteralmente “mantenuto in piedi” le vecchie Commissioni Tributarie, ricevendo dalla riforma risposte non del tutto appaganti e riconoscenti dell’importante ruolo svolto per decenni. L’avvento di magistrati professionali, come se i precedenti non lo fossero con i limiti che tutte le magistrature hanno, si afferma da più parti che garantirà una maggiore qualità delle sentenze: nel salutare la novella con favore all’Anti non resta che affermare un bene augurante “chi vivrà vedrà” sottolineando tuttavia la lentezza dell’arruolamento e la esiguità del numero dei magistrati che verrà chiamato a svolgere le funzioni giudicanti. Di certo la situazione che si sta creando in medio tempore è preoccupante e sembra un classico pasticcio all’italiana.

Di certo la riforma non ha il pregio di aver semplificato il nomen delle vecchie Commissioni, allungandolo senza un significativo miglioramento. Bastava nominare Corte Tributaria seguita dal grado, evitando il termine Giustizia a cui ontologicamente ogni corpo giudicante è costituzionalmente tenuto.

Un plauso va alla norma che consente anche ai laureati in economia di accedere al reclutamento stante la trasversalità delle materie in cui le Corti Tributarie sono chiamate a svolgere il ruolo giudicante, ciò pur condividendo parzialmente le perplessità e le rivendicazioni espresse dagli avvocati.

Resta irrisolto il nodo della intera gestione della giustizia tributaria nelle mani del MEF nonostante le autorevoli contrarie rappresentazioni di apicali consessi Nazionali che affermano, come più volte ha ribadito l’ANTI, quantomeno inopportuno che una parte in causa sia contemporaneamente, sia pur anche parzialmente, sia pur in minima parte in qualche modo coinvolta nel processo. Ma ribadisco che l’inopportunità non coinvolge minimamente l’incontrovertibile ed indiscussa professionalità, competenze, correttezza e etica di ciascun giudice.

Chiediamo ancora una volta con forza che questa stortura del sistema trovi adeguata soluzione normativa a tutela di tutti. Infatti non è in discussione l’assoluta imparzialità dei Giudici, ma la particolare situazione genera riverberi emozionali che vanno superati.

Va salutata con favore la introduzione del giudice monocratico tenuto conto della notevole quantità di cause pendenti di modesto valore per le quali la presenza di un collegio appare superflua, pur non dimenticando le esperienze riportate dai giudici sul necessario confronto in sede di delibazione.

Non privo di rammarico è la soppressione del massimario della Corte Regionale, esperienza nella quale il presidente Ancona ha profuso un particolare impegno ed al quale l’Anti ha fornito, come si dice in gergo, uomini (il prof. Selicato, il dott. Ligrani, oltreché il sottoscritto ed altri) ed anche i mezzi (per quanto pochi). L’Anti pensa ad un surrogato del massimario ritenendo che l’orientamento della Corte Pugliese possa essere di ausilio per tutti gli operatori. Almeno fino a quando progidit e le altre piattaforme in fase di start up non saranno divulgate e soprattutto saranno fruibili da tutti.

Altrettando favorevole è la nuova norma sulla conciliazione che può consentire la soluzione bonaria della vertenza, su impulso e con l’autorevolezza del Collegio.

Fra le novità della riforma troviamo l’art. 257 bis del cpc che consente un primo timido, ma significativo, ingresso della testimonianza scritta nel processo tributario. Sarà compito dei Giudici valorizzare l’applicazione della norma che in taluni casi può contribuire significativamente alla emersione dei fatti da provare in giudizio.

Quanto alle definizioni in atto e segnatamente la conciliazione agevolata e quella sulle liti pendenti, esse si pongono il chiaro obiettivo di ulteriore decongestionamento il carico pendente sulle corti tributarie e per le pendenze in cassazione.

Tuttavia non si può non affermare che il coacervo delle definizioni (in totale più o meno 14) tutte concentrate in pochi mesi, unitamente alle altre scadenze ordinarie, stanno creando difficoltà ai contribuenti ed ai loro professionisti di riferimento, sia per la lettura e comprensione delle norme che governano le definizioni, sia per le interconnessioni fra esse e la necessaria riflessione sulla definizione da intraprendere.

Tanto rischia di creare una confusione che potrebbe portare all’insuccesso della complessiva operazione e dei risultati auspicati.

Scaglionare nel tempo le definizioni avrebbe consentito agli operatori di sedimentare la comprensione e di distribuire il carico in maniera organica e meditata, senza togliere nulla all’acquisizione delle auspicate risorse.

Il riferimento specifico è alle pendenze in Corte di cassazione il cui stock di cause é impressionante (75000 pendenze) per cui sarebbe stato più proficuo dare più tempo ai contribuenti, oltreché uniformare il provvedimento agevolativo già previsto dalla legge 130 di agosto 2022 con quello previsto dalla legge di bilancio 197/22.

Siamo fortemente favorevoli alla gestione del contenzioso da remoto che consente, in una regione come la Puglia lunga quasi 500 km, di evitare gli spostamenti fisici dei colleghi ed anche dei giudici.

Personalmente non ero totalmente sfavorevole alla trattazione scritta sia pur con qualche modifica in relazione alla possibilità del Giudice di ordinare l’integrazione del contraddittorio su questioni dirimenti, pur consapevole della natura impugnatoria del contenzioso tributario.

In conclusione l’ANTI sezione Puglia formula alla Corte Tributaria di Puglia ed al suo presidente dott. Ancona ogni auspicio di buon lavoro, ringraziando ancora una volta per l’invito.

prof. avv. Saverio Belviso

BP Studio tributario & societario

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